BUON 2020! CHE L’ECOMUSEO ABBIA INIZIO…

Il circolo Albatros e lo staff del Progetto “Metaurilia Orto di Mare” augura a tutti i visionari ed i sognatori un 2020 che veda nascere i primi frutti dei propri sogni. Noi vi raccontiamo il nostro: un Ecomuseo per la Borgata Rurale di Metaurilia!

1 gennaio 2020. I Metaurili di oggi ed il “castello di carte” realizzato coi pannelli della Mostra, sormontati da un cesto di cavolfiori. Ce la metteremo tutta perchè il sogno diventi realtà: che possa nascere l’Ecomuseo e rinascere il piacere di vivere in questo singolare territorio.

Il progetto

Il progetto “Metaurilia Orto di Mare” intende promuovere la rigenerazione urbana ed umana di una località oggi disordinata, priva di servizi e scarsamente attrattiva, partendo dalla riscoperta e valorizzazione delle origini della borgata, tra le più interessanti ed uniche del territorio fanese e marchigiano.
Al progetto è dedicato questo sito (www.ecomuseometaurilia.it) e la pagina Facebook https://www.facebook.com/metaurilia/.
La riscoperta della propria identità e della propria particolarità potrà accrescere il senso di appartenenza al territorio dei suoi abitanti, ed una maggior consapevolezza e cura da parte della città intera. La valorizzazione di questa particolare località potrà inoltre aggiungersi all’offerta culturale e turistica della città ed in particolare di Fano Sud.
Sono molte le iniziative già avviate per far conoscere Metaurilia: mostre, convegni, spettacoli, degustazioni, passeggiate. In elaborazione anche progetti editoriali e cinematografici.

La storia

Metaurilia nasce nel 1934 ed è l’unico esempio nelle Marche di Bonifica Integrale operata durante il Ventennio fascista. Un territorio agricolo depresso, ed all’epoca di scarso interesse produttivo, viene trasformato nel più importante ed ampio polo ortofrutticolo di Fano, città in quegli anni determinata ad accrescere la produzione del cavolfiore tardivo che tanto successo ebbe nell’Europa del Nord, ed in Germania in particolare. Furono edificate 115 casette di 60 mq con un ettaro di terra ciascuna, tutte in fila sulla Statale Adriatica e sull’Orcianese a Tombaccia, da destinare da contratto alla coltivazione del cavolfiore tardivo di Fano e del pomodoro tondo liscio. Ciascuna famiglia avrebbe riscattato la casa versando 1000£ all’anno di canone per 30 anni, coltivando in cambio in modo intensivo ed esclusivo il terreno come richiesto.

I punti di forza

Metaurilia conserva ancora nel suo territorio preziose tracce di questo recente passato: 50 casette originali, alcuni orti, la chiesa, i magazzini ortofrutticoli, che continuano ad evocare l’identità e la peculiarità di questo territorio. Metaurilia ha anche la fortuna di trovarsi, da un lato, in stretta relazione con la spiaggia ed il mare, e dall’altro con una campagna incantevole ed incontaminata. A tener viva la memoria e ad animare con una serie di iniziative la frazione c’è il Circolo Albatros che con i suoi 220 soci, la maggior parte nipoti dei coloni originari, è una delle associazioni più attive e vivaci del territorio fanese.

Alcune delle deliziose casette di Metaurilia sopravvissute alla speculazione edilizia (foto di Paolo Barbaresi)

L’ecomuseo

Il Progetto “Metaurilia Orto di Mare”  vuole rilanciare il territorio di Metaurilia quale Ecomuseo, cioè un Museo dove è il territorio stesso, la sua gente, le tradizioni e la cultura materiale il “museo” da visitare, e che reinterpretando la memoria costruisce il suo futuro. In sostanza l’Ecomuseo di Metaurilia dovrà essere:

  • un’istituzione che si occupa di studiare, conservare, valorizzare e presentare la memoria collettiva di una comunità e del territorio che la ospita, delineando linee coerenti per lo sviluppo futuro;
  • il frutto del rapporto costruttivo tra una popolazione, la sua amministrazione e un’equipe pluridisciplinare di esperti;
  • un organismo che, pur rivolgendosi anche ad un pubblico esterno, ha come interlocutori principali gli abitanti della comunità i quali, anziché visitatori passivi, diventano fruitori attivi;
  • un museo del tempo, dove le conoscenze si estendono e diramano attraverso il passato vissuto dalla comunità per giungere nel presente, con una visione sul futuro;
  • un museo dello spazio: spazi significativi interessanti, vivaci, piacevoli, sicuri, da vivere.

L’Ecomuseo sarà in rete con altre realtà analoghe, con Università e Centri di Ricerca, con le Associazioni del Territorio con cui crescere nello scambio delle competenze e nella condivisione dei metodi e degli obiettivi. Promuoverà inoltre progetti editoriali e cinematografici.

I luoghi dell’Ecomuseo

Al fine di avviare una narrazione vivace, comunicativa, attuale, propositiva e coinvolgente del territorio di Metaurilia e della sua gente, si auspica quale sede culturale dell’Ecomuseo uno dei magazzini ortofrutticoli presenti nel piazzale centrale di Metaurilia, costruiti negli anni Quaranta su progetto dell’ing. Lino Patrignani (lo stesso del Mercato Ittico, di Palazzo Gabuccini e dell’Istituto Commerciale).
Questi edifici sono essi stessi oggetti narranti. Rappresentano il cuore dell’attività economica e sociale della borgata: ci si lavorava, ma ci si andava anche a ballare, o a festeggiare le nozze) e sono strategicamente collocati nei pressi della chiesa di San Benedetto, nel luogo più centrale della Borgata. Chiesa e magazzinì circoscrivono un grande spazio pubblico che potrà in futuro, se ben riqualificato, divenire la piazza di Metaurilia, cuore pulsante della sua gente. La sede dell’Ecomuseo, con le sue iniziative culturali e didattiche, ed il piazzale trasformato in piazza, si auspica possano rigenerare una vivacità sociale capace di riattrarre in questo luogo nuove attività commerciali di vicinato, oggi scomparse.
Si auspica inoltre la disponibilità all’Ecomuseo di una delle casette superstiti che si intende allestire con gli arredi e gli utensili degli anni Trenta, assieme all’orto, che si intende coltivare secondo i dettami del contratto originale (ovvero cavolfiore tardivo di Fano, pomodoro tondo liscio e grano in rotazione). Casetta ed orto saranno oggetto di visita e di laboratori tematici (fare il pane o la pasta fresca, ricamare e rammendare, realizzare degli zoccoli in legno o dei cesti di vimini, imbiancare le lenzuola ecc.), nonchè scenografie per piccoli spettacoli che ripropongono aneddoti familiari d’epoca e scene tratte dalla quotidianità.
A completamento del progetto ecomuseale si propone un percorso in mobilità dolce che colleghi in prima istanza la piazza alla casetta prescelta lungo la Statale. Tale percorso, oltre a mettere in sicurezza il pedone ed il ciclista, potrà divenire un originale itinerario tematico, attraverso l’installazione di pannelli contenenti il numero originale di ciascuna casina che si incontra, il nome ed il soprannome del colono assegnatario, ed un cameo illustrato raffigurante un aneddoto significativo della famiglia e della borgata. Tale percorso, posto in connessione con la ciclabile Fano-Senigallia, e con la strada Ponte Alto, potrà offrire un’interessante passeggiata circolare su Metaurilia, che potrà contribuire al rilancio della frazione.

I servizi dell’Ecomuseo

L’ecomuseo si propone non solo come luogo della narrazione, ma come propulsore culturale e sociale della Borgata, promuovendo studi, collaborazioni, mostre temporanee, convegni, spettacoli, concerti, laboratori, escursioni, progetti capaci di diventare motori di rigenerazione urbana ed umana della Borgata e per estensione, di quanti si riconosceranno nelle sue narrazioni. Protagonisti ed artefici delle diverse attività saranno i Metaurili stessi che avranno piacere di ideare ed animare le diverse iniziative.
La sede dell’Ecomuseo “Metaurilia Orto di Mare” potrà offrire quindi i seguenti servizi:

  1. una mostra permanente relativa alla narrazione del territorio;
  2. mostre temporanee proprie o altrui su temi che approfondiscano ed arricchiscano le diverse sezioni della mostra permanente;
  3. “la biblioteca degli Umili”, una collezione di testi che trattano del territorio fanese “non urbano”, e della storia e delle tradizioni “di una volta” (agricoltura, pesca, caccia, flora, fauna, gastronomia, edilizia povera, dialetti, ecc.);
  4. una “sala studio” per studenti e studiosi del territorio;
  5. una sala multimediale per conferenze, proiezioni, concerti, laboratori ecc;
  6. l’angolo de “Il nonno racconta“, dove dare spazio, a cadenze stabilite, all’incontro tra le generazioni;
  7. bar/punto ristoro.
2019-12-31T09:38:48+00:00

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