Apertura istituzionale ad un dialogo tra le due città

Il seminario Fano-Sudbury

L’incontro promosso da Ecomuseo Metaurilia Orto di Mare sabato 11 aprile ha visto la partecipazione del sindaco Serfilippi e del vicesindaco con delega ai gemellaggi Loretta Manocchi, alcuni italo canadesi venuti per l’occasione e il gotha dell’organismo regionale Marchigiani nel mondo. Tutti d’accordo sull’opportunità di creare un “ponte” solido tra Fano e Sudbury dove vivono centinaia di fanesi. Appuntamento alla 5 Festa del cavolo il 18-19 aprile 2026 che avrà l’emigrazione come tema di molti eventi.

Little Fano

Ottimi risultati per il seminario “Fano-Sudbury: esperienze nostrane di emigrazione” che si è svolto sabato 11 aprile presso la Mediateca Montanari. L’incontro è stato organizzato dall’ Ecomuseo Metaurilia Orto di Mare a seguito delle sue approfondite ricerche sulla storia delle 115 famiglie che hanno abitato Metaurilia. Nelle interviste realizzate in questi anni agli eredi dei primi coloni della borgata – interviste confluite poi nei due volumi del libro “Una borgata del cavolo” – è emerso infatti che molti metaurili sono emigrati in Canada, in particolare a Sudbury in Ontario. Ad un successivo approfondimento, l’Ecomuseo ha rilevato che la frazione di Copper Cliff, nata e sviluppata intorno alla miniera di nichel, uno dei più importanti giacimenti al mondo, è stata letteralmente colonizzata dai fanesi. Nel 1931 gli italiani erano quasi 700, di cui circa la metà fanesi. I pionieri partiti nei primi del Novecento, provenivano da Bellocchi, Rosciano e altre frazioni nei dintorni. Il flusso si è interrotto durante la Prima guerra mondiale e nel periodo fascista, per riprendere in modo ancor più sostenuto nel secondo dopoguerra quando ad emigrare nella “piccola Fano” di Copper Cliff e a Sudbury non è più solo manovalanza non qualificata ma una realtà sociale variegata, con una forte presenza nel settore imprenditoriale, edilizio e artigianale. Centinaia di fanesi sono partiti richiamati da parenti e amici già stabilizzati in Canada.
Per incontrarli e conoscere le loro storie, il team dell’Ecomuseo si è recato l’anno scorso a Sudbury e il seminario di sabato 11 è stato anche l’occasione per condividere i racconti commoventi che sono stati raccolti, oltre che la scientifica analisi storica di questa catena migratoria Fano-Sudbury che rappresenta un capitolo straordinario e poco noto della nostra storia locale.

Gli abitanti della “Little Italy” di Copper Cliff degli anni Quaranta. A destra si può notare la SuperStack della miniera

Ottimi risultati

Perché diciamo che il seminario ha ottenuto ottimi risultati? Prima di tutto perché uno degli obiettivi dell’Ecomuseo era gettare le basi per l’avvio di una partnership istituzionale con la cittadina canadese e l’assessore Loretta Manocchi, vicesindaco con delega ai gemellaggi, ha detto chiaramente “questa mattina confermo l’impegno ad avviare un dialogo con Sudbury finalizzato ad un eventuale gemellaggio. E’ il nostro obiettivo! Non solo per uno scambio storico e culturale ma anche per rafforzare il “turismo delle radici” che i nostri concittadini canadesi hanno espresso con tanto interesse nelle vostre interviste.”
Più prudente ma ugualmente entusiasta il Sindaco di Fano Luca Serfilippi che ha rivelato di avere lui stesso parenti a Sudbury, ha detto che “ci sono tutti i presupposti per un gemellaggio, ma occorre rispettare le dovute tempistiche, non sono cose immediate. Un seminario come questo è un ottimo apri pista”.
All’incontro era presente anche il gotha del Consiglio regionale dei Marchigiani nel mondo, un organismo voluto dalla Regione Marche, che unisce gli emigrati marchigiani, i loro discendenti e oriundi residenti all’estero. Il presidente Franco Nicoletti ha detto che questa ricerca sulla catena migratoria Fano Sudbury anticipa e rientra nelle celebrazioni per i prossimi cinquant’anni di Marchigiani nel mondo che oggi raccoglie 60 associazioni nei 5 continenti e vanta 300 mila associati, “molti dei quali sono giovani che non hanno mai visitato le Marche e per i quali organizziamo ogni anno “Educational tour” nella nostra regione e, da un anno, anche stage di lavoro presso le aziende marchigiane”.
Altrettanto positivo il commento di Francesco Baldelli, assessore regionale con delega al Consiglio Marchigiani nel mondo, che ha definito il lavoro dell’Ecomuseo “un importante contributo che ci spinge nella direzione già intrapresa da Marchigiani nel mondo: far sapere ai tanti corregionali in Canada che sono i benvenuti nelle Marche, che li aspettiamo e che potremo organizzare per loro iniziative dedicate.”

Il team dell’Ecomuseo, Pia Miccoli, Marco Orsini, Maura Garofoli

Preziosi riconoscimenti

Anche Massimo Seri, membro del Consiglio Marchigiani nel mondo, ha definito straordinario il lavoro di ricerca storica dell’Ecomuseo Metaurilia “perché racconta i sentimenti e le emozioni delle storie di emigrazione, quasi mai presenti nei documenti ufficiali. Dobbiamo pensare – ha aggiunto- a come creare opportunità per i nostri corregionali emigrati, un ponte vero e forte. Un gemellaggio Fano- Sudbury è un ottimo spunto e può diventare anche un progetto pilota per la regione Marche.”
Interessante anche l’intervento di Luigi Petruzzellis direttore del Museo dell’emigrazione marchigiana di Recanati che raccoglie materiale per conservare la memoria dei circa 700.000 marchigiani che, a cavallo tra Ottocento e Novecento, hanno lasciato la loro terra d’origine per dirigersi verso un luogo sconosciuto alla ricerca di fortuna e anche di coloro che hanno deciso di compiere il medesimo passo in tempi più recenti. Petruzzellis ha ricordato che i marchigiani nel mondo sono tanti quanti abitano oggi nella regione (circa 1,5 milioni) e ha raccontato che fin dalle prime emigrazioni, i nativi delle Marche erano molto apprezzati all’estero, per esempio in Argentina, perché bravi agricoltori e bravi manovali capaci anche di costruire gli attrezzi edili. Ha detto anche che l’esodo marchigiano di tanti giovani laureati ed operai specializzati continua ancora oggi.
Infine, il seminario è stato l’occasione per preziosi riconoscimenti al lavoro dell’Ecomuseo. A cominciare dal sindaco Serfilippi che ha esordito dicendo “Fate un servizio importante alla città di Fano. Avete gettato un ponte tra due realtà distanti ma accomunate da tanti elementi distintivi e questo darà i suoi frutti”.
“Con il vostro lavoro di ricerca storica e culturale- ha aggiunto la vice sindaco Loretta Manocchi- ci aiutate da anni a comprendere esigenze della comunità che potrebbero sfuggirci e ci spingete a fare qualcosa di più.”
Massimo Seri che è stato primo cittadino di Fano per due mandati e si è spesso confrontato con l’Ecomuseo Metaurilia, ha concluso con un sincero ringraziamento “per il lavoro di ricerca che avete fatto e state facendo con grande e disinteressato entusiasmo accompagnato da encomiabile rigore scientifico.”

Foto gentilmente fornite da Ilaria Triggiani e Massimo Seri